Niccolò Cannicc: la vita e le opere

niccolc3b2_cannicci_autoritrattoNiccolò Cannicci (Firenze, 1846 – Firenze, 1906)

Nasce a Firenze il 29 ottobre del 1846. Il padre, il pittore Gaetano fu allievo dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e si dedicò particolarmente a copiare le opere di pittura delle gallerie fiorentine. Dopo aver ricevuto dal padre i primi insegnamenti pittorici, il Cannicci frequentò (1862-1865) l’Accademia di Belle Arti a Firenze sotto la guida di E. Pollastrini. In seguito studiò saltuariamente presso la Scuola libera del nudo di A. Ciseri (Somaré, 1928, p. 136), che frequentava ancora nel luglio 1868 benché la salute malferma non gli permettesse di esercitarsi troppo a lungo (Rosadi, p. 16). Nel 1868 il pittore si ritirò nella casa paterna del Poggetto, vicino San Gimignano, dove si dedicò allo studio della natura ed alla tutela del patrimonio artistico locale (Somaré, 1928, p. 136). I primi lavori del Cannicci risentono dei canoni puristi senza rifiutare tuttavia la tematica realista; al 1870 risale la tela raffigurante La fidanzata (ubicazione ignota) ed al 1871 la Sosta in cima al paese.
Nel 1872 prese parte alla Mostra di belle arti a Firenze con quadri di genere: Una famiglia, Cenerentola, Filo elettrico.
Nel 1875 si recò per un mese circa a Parigi con G. Fattori, E. Ferroni e F. Gioli, e dai contatti avuti anche con gli impressionisti il C. fu sollecitato ad abbandonare la sua prima maniera che gli aveva valso l’appellativo di “Segantini toscano” per aderire ai modi dei macchiaioli.
Nel 1878 il pittore era presente all’Esposizione universale di Parigi con Vita tranquilla, ed al 1881 risale La raccolta delle ginestre (Colori e luci dell’800, Milano 1972). Nel 1883 esponeva alla Royal Academy di Londra con Il taglio dell’erba a San Gimignano e l’anno successivo all’Esposizione d’arte di Torino con la Semina del grano in Toscana, acquistato dalla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, che nel 1897 comperò anche Estate. Sempre a Torino espose nel 1884 (La capra nutrice), nel 1886 e negli anni 1897-1900 e 1902-1904. Il C. non mancò mai alle manifestazioni artistiche ufficiali e periodiche: lo troviamo infatti all’Esposizione internazionale di Venezia nel 1887 con le Rogazioni, nel 1899 con Triste inverno e nel 1905 con il trittico Maternità acquistato all’epoca dalla regina Margherita; alle Biennali del 1928 (nella Mostra della pitt. ital. dell’800) e del 1934 (Mostra internaz. del ritratto dell’800) sarà rappresentato dal Ritratto di tre sorelle. Fu premiato alla Promotrice di Firenze del 1888 per la Benedizione dei campi e l’anno dopo a Parigi per il Ritorno dalla festa;al 1890 circa è riferibile la Mungitura delle pecore  e al 1891 la Piccola etrusca. Alla fine di tale anno il pittore venne ricoverato per parecchio tempo nel manicomio di Siena; a questa esperienza è dovuto l’Album con i ritratti di malati mentali, regalato al critico d’arte D. Martelli, suo amico ed ammiratore che aveva cercato di far conoscere l’artista anche sul piano internazionale.

L’artista mmuore a Firenze il 19 gennaio del 1906 lasciando incompiuti due quadri destinati all’Esposizione di Milano.


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