Carlo Domenici: la vita e le opere

Carlo Domenici (Livorno, 1897 – 1981)

nato a Livorno nel 1897, si inserì ben presto, grazie a doti naturali, in quegli ambienti culturali ed artistici dell’epoca, venendo a contatto con personaggi che né segneranno la strada futura.

Giosuè Borsi, poeta e giornalista livornese, divenne il padre spirituale di Carlo, spronandolo ad intraprendere il percorso artistico.

All’età di 13 anni era già all’Accademia di Belle Arti di Firenze, tappa fondamentale per la formazione tecnico artistica. Il periodo è ancora fortemente influenzato dai macchiaioli e da Giovanni Fattori in particolare, ed anche il giovane Carlo né assorbe i lati più veri e spontanei.

La passione per la terra toscana, l’amore per la vita campestre, la stima che ripone in quei personaggi, simbolo del lavoro duro dei campi, lo trascinano in un turbinio di emozioni, di stati d’animo che solo la tela e i colori riescono a placare. Ecco spontanea la nascita di piccoli e grandi capolavori paesaggistici, con l’inserimento di greggi, contadini, buoi, cavalli, ma soprattutto scene di vita agreste dove il naturalismo esplode in tutto il suo splendore cromatico. Si respira l’aria di campagna, si avvertono le atmosfere gioiose, i ritmi del duro lavoro, siano essi le magiche trebbiature, le delicate vendemmie, la raccolta delle olive o più semplicemente i momenti di svago come le scene di caccia. In molti capolavori si sfiora il “verismo”, ma vi sono elementi che riconducono sempre la sua pittura al naturalismo di macchia. L’entusiasmo diventa l’arma principale per meglio affrontare, con positività, anche i momenti meno brillanti della sua evoluzione pittorica. La poesia poi, si inserisce nel contesto artistico dando vita a dipinti caldi, reali ed al tempo stesso unici, pur sottolineando la ripetitività di alcuni soggetti nelle varie fasi della sua crescita. La Toscana, come più volte sottolineato, diventa la “madre” di tutte le sue creazioni anche se, solo tre zone ben precise incideranno in maniera determinante. La Maremma, con la sua natura selvaggia, dove l’uomo vive quasi in uno stato primordiale, dà vita a dipinti con toni forti e decisi. I suoi “Butteri” la rappresentano attraverso varie angolazioni, ognuna delle quali incisiva e determinante. La forza cromatica, l’interpretazione e l’espressività di questi dipinti lo avvicinano ai capolavori del maestro Giovanni Fattori. Sono paesaggi incontaminati dove i profumi di una terra schietta e rude si amplificano e diventano tali attraverso i suoi colori. L’Elba con le sue “marine” e le sue viste paesaggistiche sono la seconda vita dell’artista che sa apprezzare ed amare gli angoli più suggestivi dell’isola ed i suoi personaggi marinareschi. La pacatezza dei soggetti, la poeticità degli ambienti e la serenità del luogo, creano uno stato d’animo particolare nel Domenici portandolo ad eseguire in quel contesto, dipinti di indubbia bellezza. La sua “Livorno” merita una citazione a parte; una città che forse più di altre ha saputo dare ai suoi artisti i giusti stimoli. Le luci, i colori, i profumi creano scenari unici e Domenici non si può esimere nell’immortalarli attraverso una tavolozza decisa e vibrante. La Fortezza Vecchia, il quartiere della Venezia, la darsena toscana, le scogliere del Romiti o i viali di Antignano vengono rappresentati con impeto e passione mantenendo le finezze nei particolari ed una geometrica modernità d’insieme. Un Carlo Domenici quindi tradizionale ma al tempo stesso rivolto al futuro con un linguaggio moderno e dinamico. Una pittura apprezzata oggi dai grandi critici e da un collezionismo sempre più alla ricerca di personaggi carismatici ed irripetibili. Un piccolo grande uomo che seppe quindi trasformare la pittura in un mezzo di comunicazione reale, vero e schietto.


Opere selezionate:

 

Annunci