Alessandro Rontini: la vita e le opere

Alessandro Rontini (Firenze 5 aprile 1854-1933)

è stato un pittore italiano, soprattutto interni (Scena intime) quadri di genere, raffiguranti bambini e le donne.
È stato un residente di Firenze. Il fratello Augusto e il figlio Ferruccio (1893-1964) furono anche loro pittori.


Opere selezionate:

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Loggiato con armigero (Bargello) (1864)
Pittura , Olio/tavola, 46 cm x 72.0 cm
Stima: 77.748 € – 93.298 €
Prezzo di aggiudicazione: 68.419 €
Farsetti, Prato POITALIA, 10/05/1997
 
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La Cappella del Podestà
Pittura , Olio/tela, 60.5 cm x 48.0 cm
Stima: 75.000 € – 85.000 €
Prezzo di aggiudicazione: 68.000 €
Farsetti, Prato POITALIA, 10/11/2006
Caletta a Castiglioncello
Pittura , Olio/tavola, 20 cm x 15.0 cm
Stima: 44.057 € – 49.241 €
Prezzo di aggiudicazione: 40.948 €
Farsetti, Prato POITALIA, 13/11/1999
 
 
 
 
 

Alessandro Rontini| Vita e opere

Alessandro Rontini ( Firenze 1854 – 1925 ) tratta il quadro di genere ed ha esposto graziosi soggetti, bene svolti e disegnati. A Firenze, nel 1880, esponeva Il paracadute, e, nello stesso anno, inviava alla Esposizione di Torino Amore innocente; lavori che gli meritarono lodi degli assennati e dei più valenti maestri. A Venezia, nell’Esposizione del 1887, veniva ammirata la Primavera altro quadro che gli meritò gran lode e stima.

Ferruccio Rontini|Vita e opere

Ferruccio Rontini (Firenze, 1893 – Livorno, 1964) studiò all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, divenendone anche docente. Il suo iniziale stile macchiaiolo subirà un’evoluzione soltanto a partire dagli anni quaranta.

La sua pittura è intrisa di naturalismo e cerca soprattutto temi paesaggistici o scene di vita quotidiana. La campagna è il luogo di frequente ambientazione dei suoi quadri, dipinti en plein air in Maremma o nel Mugello. Molto pittoreschi e ricercati i mercati di Vicchio, in cui Rontini mostra uno sguardo ottocentesco su una realtà rudemente proiettata sul vivere giornaliero. Non c’è dubbio che alcune tra le sue opere migliori affondino le radici proprio in questo ambiente e si consumino in un lasso di tempo che va dagli anni venti agli anni trenta, quando l’artista indicava l’anno di composizione con i numeri romani. Al periodo mugellano e maremmano più brillante segue una fase che, pur se valida nel suo insieme, non viene premiata adeguatamente a livello di quotazioni di mercato,[1] come succede un po’ per molti pittori labronici suoi coetanei.

Fu tra i fondatori, nel 1920, del Gruppo Labronico.

Giovanni March: la vita e le opere

33637Giovanni March (Tunisi, 1894 -Livorno, 1974)

Giovanni March nasce a Tunisi il 2 febbraio 1894 da genitori italiani. Alla morte del padre si trasferisce a Livorno dove entra presto in contatto con i pittori post-macchiaiolidel gruppo labronico. La sua prima personale risale al 1921 presso la galleria Aldo Gonnelli di Firenze. Riscuote un grande successo e due anni dopo espone a Milano con la Galleria Vinciana, attirando gli elogi anche di Carlo Carrà. Nel 1928 si trasferisce in Francia ed espone sia a Nizza che a Parigi. Qui i colori dei suoi dipinti diventano più accesi e le pennellate più ampie. Nel 1938 si trasferisce con la famiglia a Firenze per insegnare all’Accademia delle Arti e del Disegno. Stringe amicizia con Ettore Petrolini che gli aprirà le porte del collezionismo romano. Fino agli anni Quaranta si denota nella pittura dell’artista una continua ricerca di nuove soluzioni formali con l’impiego di colori morbidi e vibranti. I soggetti maggiormente interpretati sono i paesaggi animati da colori squillanti e le nature morte dalla chiara ricerca geometrica e delle volumetrie che sembrano ricordare alcune impostazioni cezanniane. Durante agli anni Sessanta l’arista vive un’esistenza tranquilla che si riflette in opere dal carattere quieto e armonioso. Continua a esporre in tutta Italia, sempre con grande riscontro di pubblico e critica. Muore a Livorno il 30 ottobre del 1974.


OPERE SELEZIONATE

Giovanni Lomi: la vita e le opere

Giovanni LomiGiovanni Lomi (Livorno, 1889 – 1969)

Giovanni Lomi nasce a  Livorno nel 1889 rimane orfano a soli 6 anni e viene affidato ad una famiglia di contadini, fa vari lavori, ma è preso dalla passione per il disegno e  la pittura che diventa lo scopo principale della sua vita. Inizia il suo cammino artistico verso il 1918, tenendo la prima mostra personale a Firenze nel 1922: ne seguiranno oltre quaranta fino al 1969quando a Milano alla galleria Ronzini si terrà la sua ultima  personale.

Giovanni Lomi coltiva però un’altra passione: dotato di una bella voce di baritono, si dedica con successo all’opera lirica. Un mondo dal quale trarrà ispirazioni e motivi culturali anche per la pittura.
Lomi fu uomo di cultura e partecipò, sempre con entusiasmo e vivacità, alla vita culturale in Toscana ed in altre regioni italiane, dai primi decenni del novecento fino agli ultimi anni di vita.
Viaggiò con frequenza fino agli anni cinquanta (in Italia ed all’estero) e infatti possiamo notare che i suoi dipinti fanno da testimonianza lampante a queste esperienze.

Le opere in cui Lomi riesce ad essere più compiuto ed efficace sono naturalmente le marine, dove i riflessi madreperlacei e dorati del mare assumono un risalto assoluto. La rappresentazione di questi soggetti, intrisa di un lirismo accentuato, caratterizza la sua pittura e lo rende notevolmente riconoscibile. Lomi fece parte per molti anni del Gruppo Labronico e partecipò a varie edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane.

Nel 1994 un suo busto scultoreo fu collocato dal Comune di Livorno nel parco pubblico di Villa Fabbricotti.


Opere Selezionate:

Giorgio Kienerk: la vita e le opere

kiernek giovaneGiorgio Kienerk (Firenze, 1869 – Fauglia, 1948)

É stato un pittore, scultore, grafico e illustratore italiano. Giorgio Kienerk nasce da Marco, di origine svizzera e impiegato al Ministero della Pubblica Istruzione, e dalla francese Stéphanie Gallyot.

È stato allievo dello scultore Adriano Cecioni e del pittore Telemaco Signorini, entrambi appartenenti al movimento artistico dei Macchiaioli.

Negli anni Novanta, insieme ad altri giovani pittori toscani che verranno poi chiamati Postmacchiaioli, Kienerk si volge verso nuovi orientamenti artistico-culturali di tendenza internazionale, come il divisionismo, il simbolismo e l’Art Nouveau; la naturale adesione a questo clima di rinnovamento introduce l’artista nei circuiti espositivi europei.

Sul finire del Secolo e poi nel Novecento Kienerk rivolge il suo interesse non solo alla pittura e alla scultura, ma anche all’arte grafica che proprio nel Nuovo Secolo prende il suo avvio ottenendo larga e fortunata diffusione. Palesando la sua grande capacità inventiva, lavora come illustratore per note riviste dell’epoca rendendosi protagonista di notevoli innovazioni formali. Particolarmente significativa la collaborazione con Mario Novaro per la realizzazione della rivista “La Riviera Ligure”.

Dal 1905, per trent’anni, ricopre il ruolo di Direttore della Civica Scuola di Pittura di Pavia dedicandosi pienamente all’insegnamento, ma riuscendo a ricavare spazi che gli consentono di non tralasciare la propria attività di artista.

Kienerk muore nel 1948 nella casa di Poggio alla Farnia a Fauglia, dove aveva trascorso ogni estate fin dal 1919 nella villa di famiglia immortalando la campagna circostante in numerose opere.