LODOVICO TOMMASI: la vita e le opere

Lodovico Tommasi (Livorno, 1866 – Firenze 1941)

Lodovico Tommasi, a differenza del fratello Angiolo, non compie studi artistici in campo strettamente pittorico, ma ancora piccolo, rivela una forte passione per la musica, che fa sì che i genitori, nel frattempo trasferitisi nella casa fiorentina di Bellariva, lo iscrivano al Conservatorio musicale fiorentino dove negli anni ottanta si diploma in violino. Nello stesso periodo, l’assidua presenza del pittore Silvestro Lega in casa Tommasi per insegnare e seguire nella pratica pittorica il fratello Angiolo, fa sì che nel 1882, a soli sedici anni, anche Lodovico si appresti all’arte della pittura sotto la guida del grande maestro. Egli è assolutamente autodidatta, non ha compiuto nessun tipo di studi pittorici e segue solo una grande passione: comincia ad avvicinarsi allo studio dal vero accanto a Lega, non avendo quasi mai disegnato.

Nel 1884 debutta a Firenze con uno “Studio dal vero” e alla fine degli anni ottanta si trova a Milano per il servizio militare. Durante questo soggiorno forzato disegna tantissimo, affinando una tecnica che diverrà con il tempo indipendente e prioritaria a qualsiasi altro metodo pittorico. Finito il servizio allo Stato si stabilisce a Firenze; in questi anni la sua pratica di disegnatore è matura, come riscontriamo nell’opera intitolata “La chiesina di S. Prugnano”. Intorno al 1895 frequenta insieme al fratello Angiolo l’ambiente di Torre del Lago, lo troviamo a prendere parte al Club della “Bohème” e anche lui stringe una forte amicizia con il musicista Giacomo Puccini.

All’inizio del secolo lo stile di Lodovico si delinea attraverso il perfezionamento della tecnica del disegno unito alle tematiche divisioniste di Nomellini; nel 1904 espone a palazzo Corsini a Firenze con il gruppo dei “Secessionisti”, nel 1905 decora le sale dell’Esposizione dell’arte Toscana a Firenze – insieme a Galileo Chini, Costetti, Ghiglia e De Carolis, e nel 1906 aderisce al gruppo della “Giovine Etruria” esponendo a Milano all’Esposizione Nazionale d’Arte. Negli anni venti compie un viaggio in Romania e di ritorno si dedica sempre più assiduamente alla grafica, tanto che nel 1912 fonda una Libera Scuola dell’Aquaforte in un locale dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, insieme all’amico Carlo Raffaelli.


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